L’ingresso di Don Maurizio ad Arquino presso la struttura degli Alpini

Due giornate “calde” quelle vissute dalle comunità di Mossini e Ponchiera il 10 e l’11 settembre, un po’ dal punto di vista climatico, ma soprattutto per le emozioni condivise nell’accogliere il nuovo parroco Don Maurizio Divitini, nominato dal vescovo Coletti pastore delle due Parrocchie, quella della SS Trinità comprendente Ponchiera e Arquino e quella di San Carlo con Mossini e S. Anna.
L’accoglienza di don Maurizio, scandita dai gesti previsti dal rituale e accompagnata dalla liturgia della Parola, si è svolta sabato ad Arquino presso la struttura degli Alpini di Ponchiera-Arquino. Don Maurizio, accolto calorosamente alle ore 16.00 insieme ai parrocchiani di Traona che lo hanno accompagnato, si è presentato alle sue nuove comunità sorridente, indossando con orgoglio il cappello di alpino che, come poi ha spiegato, si è meritato sul campo durante l’anno da militare. Dopo il discorso del sindaco Alcide Molteni che ha parlato del coraggio e dell’importanza della scelta del luogo, sottolineando come quella degli alpini sia una struttura che negli anni ha saputo accogliere tante associazioni impegnate in campo sociale dimostrando apertura e attenzione verso gli altri - cosa sempre auspicabile sia per la componente laica che religiosa della città -, è stata la volta del saluto da parte di un rappresentante dei consigli pastorali delle due comunità, chiamate a condividere, d’ora in poi, un cammino comune e delineando di fatto, se non ancora formalmente una nuova comunità pastorale: “Caro don Maurizio, eccoci dunque a cominciare un percorso di comunione che, pur essendo nuovo per entrambe le realtà, vogliamo affrontare con gioia, con entusiasmo, offrendoti tutto il nostro impegno e la nostra disponibilità perché, con l'aiuto del Signore, la tua nuova missione sia bella e gratificante, anche se non lo nascondiamo sarà molto impegnativa. E sarà un impegno non solo dal punto di vista pastorale ma anche "fisico": c'è un torrente che ci separa, una valle anche piuttosto profonda, ma c'è anche un ponte (anzi più di uno) ad Arquino che ti consentirà di raggiungere in breve tempo le tue due comunità e le tue quattro chiese.”
Ed è proprio il tema del fiume ad essere ripreso da don Maurizio nella profonda omelia che ha offerto ai suoi nuovi parrocchiani: “Il Mallero che lambisce entrambe le parrocchie non deve essere un elemento che ci separa, semmai è qualcosa che ci accomuna. Ed è su questi elementi di comunione e di unione che andremo a condividere il cammino che ci attende, ben sapendo che ci vuole tempo e pazienza. Io sono pronto, ho fiducia in voi e vi aspetto.”
E ancora: ”Anche la nostra fede è come un fiume, sempre in movimento, sempre alla ricerca di nuovi sbocchi, di nuovi percorsi, guai se dovesse seccarsi. Anche il Signore si muove verso di noi, non stancandosi mai di aspettarci.”
Sulla scelta del luogo dell’accoglienza, don Maurizio ha voluto rimarcare come quella di Arquino sia stata una scelta inusuale, ma resa necessaria dal desiderio di trovare un punto di incontro, simbolico, tra le due comunità, e di aver voluto privilegiare il concetto di chiesa come insieme di persone. Anche su questo le sue parole sono state chiare: “Le chiese, se non animate da cristiani che si aprono al mondo, rimangono degli edifici. Mi auguro che anch’io come parroco non debba rimanere un semplice custode di quattro mura…”
Al termine della funzione, i bambini, riprendendo il tema del Grest di questa estate, hanno omaggiato don Maurizio di una mongolfiera che possa essere beneaugurante per poter iniziare insieme un viaggio bello e significativo; la mongolfiera era stata riempita di biglietti scritti dai bambini di Arquino, Mossini, Ponchiera a S. Anna. Il pomeriggio si è poi concluso con il rinfresco.
Domenica 11 don Maurizio ha incontrato i suoi nuovi parrocchiani nelle Messe solenni celebrate al mattino a Ponchiera e al pomeriggio a Mossini, condividendo con gli amici di S. Anna e Mossini anche il pranzo comunitario. Al termine delle Messe è stato messo a disposizione dei fedeli il consueto foglio degli avvisi settimanali con la pagina del Vangelo e il relativo commento per approfondimenti. Il titolo del foglio, che comincerà ad essere un primo filo di collegamento tra le due parrocchie? “Il MALLERO”, naturalmente.




Mossini 11 settembre 2016

Caro Don Maurizio, dopo le emozioni della giornata di ieri, ti salutiamo oggi nella chiesa parrocchiale di Mossini dedicata alla memoria di San Carlo Borromeo, dove è radunata la nostra comunità e dove tu puoi “fotografarci” per la prima volta.
La foto di oggi ti offrirà la possibilità di conoscerci, rilevare le prime impressioni, trarne le tue prime considerazioni sul lavoro da fare, ma come tutte le immagini iniziali essa offre allo sguardo solo la superficie della realtà, pur rimanendone, in un certo modo, fedele; dovrai scavare a fondo, costruire rapporti e relazioni, dialogare e andare oltre quello che la prima occhiata ti ha suggerito per cercare così di scoprire, oltre lo sguardo, le nostre specificità collettive e individuali.
Siamo fiduciosi e certi che saprai farlo al meglio; dall’omelia di ieri abbiamo compreso che hai le idee chiare e, come ha detto un giorno Padre Gianni, quando un parroco ha chiaro quello che deve fare per il bene della comunità che è posta sotto la sua cura, quando affronta la sfida pastorale con impegno e passione, inevitabilmente ne traccia il cammino in modo positivo e lascia un segno importante, anche quando non viene compreso.
Sappiamo che in questo dovremo esserti d’aiuto, sostenerti affinchè tu possa vivere con serenità il tempo che avrai a disposizione in mezzo a noi; siamo certi che avrai cura di noi, che custodirai questa comunità con amore, che l’aiuterai ad affrontare la nuova sfida – anche per noi lo è – di collaborazione con Ponchiera, che ci aiuterai a crescere spiritualmente e umanamente. Siamo pronti ad accoglierti consapevoli che l’essere cristiani oggi significa necessariamente essere dinamici, non solo fisicamente, ma soprattutto spiritualmente, persone capaci di andare incontro agli altri senza giudicare, persone capaci di aprirsi agli altri, condividendo esperienze e rendendole fruttuose per noi stessi e per la comunità in cui viviamo. Accogliere un nuovo pastore significa accogliere Gesù dentro di noi in modo ancora più profondo, rinnovando la certezza della sua presenza nella nostra vita. Solo così la festa di oggi e di ieri potrà assumere un senso autentico, solo così potremo fare in modo che questa festa continui sempre. Solo in quest’ottica la presenza di un parroco in una comunità è veramente significativa. D’altra parte lo abbiamo cantato “Tu vieni sempre Cristo Signore, noi ti accogliamo vivente nei pastori…” Oggi facciamo memoria di questa nostra amicizia speciale con Gesù e grazie a te, con te, cercheremo di farla crescere, sapendo che Egli viene sempre, si muove incontro a noi, non oggi 11 settembre, non ieri 10 settembre…SEMPRE!
Questo ultimo anno è stato per noi particolarmente difficile e denso di momenti significativi; il Signore ci ha messo alla prova, ma come sempre, attraverso queste prove ci ha fornito gli strumenti per diventare cristiani migliori, suoi amici più fedeli, comunità più unita e più responsabile e matura. Ma che senso ha avuto questa attesa? Sempre Padre Gianni qualche mese fa ci ha offerto queste parole alla riflessione: - E’ giusto attendere un po’ prima di avere un nuovo parroco, attendiamo con fiducia e preghiamo. Dobbiamo sentirla la fame di un nuovo pastore, come qualcosa che ci prende lo stomaco e che ce lo renderà ancora più prezioso – Ebbene don questa fame l’abbiamo sentita, abbiamo vissuto questa attesa con smarrimento, incertezza, speranza, dolore, timore, curiosità, ma anche con gioia, con tante domande… Oggi ti offriamo tutto questo sapendo che anche questa attesa ha avuto un senso profondo che ci ha segnato dentro, ci ha fortificato, ci ha resi pronti ad accoglierti con amore, pronti ad offrirti la nostra collaborazione, pur nei nostri limiti. Ogni attesa è già di per sé evento, per questo la festa di oggi possiamo dire di averla preparata e vissuta ancora prima di incontrarti.
Ci sono tante cose che ci accomunano. Siamo fratelli nella fede, ma lo siamo anche perché siamo nati insieme. La nostra parrocchia è diventata tale nell’ottobre del 1965 con il suo primo pastore don Giuseppe; Padre Gianni, frutto preziosissimo di questa comunità, nativo di Sant’Anna, divenne sacerdote nello stesso anno. Oggi li vediamo sicuramente sorridere contenti per questo nuovo cammino che sta per iniziare, insieme a don Riccardo e tutti i defunti che in questi anni hanno condiviso con noi la vita della comunità e spezzato insieme il pane dell’amicizia. Oggi sorrideranno con la speranza che questa parrocchia non sia solo luogo per te in cui risiedere, e tu parroco non solo custode di quattro mura, ma che sia sempre una casa in cui tutti si riconoscano e si sentano veramente fratelli.

Caro don Maurizio benvenuto tra noi!